Sostenibilità Sociale

La città è fatta dalle persone che la abitano, dunque sostenibilità ambientale ed economica non sono, da sole, sufficienti a garantire benessere alla cittadinanza: è necessario progettare e costruire un modello di città che sia sostenibile anche e soprattutto dal punto di vista sociale.
Il variegato contesto sociale attuale, sempre in rapida evoluzione, impone un’analisi approfondita delle esigenze di ciascuna fascia della popolazione, in un’ottica di inclusione che garantisca stessi diritti e opportunità a tutti e con punto di partenza imprescindibile il potenziamento delle tante esperienze che hanno fatto di Bologna, da sempre, una città accogliente e attenta, in particolare ai più deboli.

I diritti di ciascuno, in ogni campo, hanno cittadinanza e non esiste una scala di priorità; la tutela dei diritti, è un impegno non solo morale ma legato alla pratica e hai comportamenti quotidiani; ogni deroga è un vulnus che va eliminato e superato, seppure nella consapevole delle diversità, delle culture, delle molteplici consuetudini consolidate e delle frequentazioni; ed è in questo panorama che consideriamo i processi di inclusione fondamentali. Inclusione vuol dire apertura mentale e disponibilità al dialogo verso tutte le diversità, verso coloro che vivono situazioni di marginalità e di esclusione dalla scuola, dal lavoro, nel loro percorso di vita e di non inserimento nelle aggregazioni sociali che caratterizzano i tempi della nostra vita.

Proprio per questo mettiamo in cima alla nostra visione programmatica il concetto di sicurezza sociale: siamo convinti che i problemi di sicurezza non si possano risolvere solo con le ronde di polizia o l’installazione di telecamere ma con una progettualità a 360 gradi, con il welfare, aggredendo il problema della povertà, dell’emarginazione e della mancanza di formazione. Prioritario per conseguire questi obiettivi sarà tornare ad investire sui progetti di inclusione sociale e coinvolgimento della cittadinanza, incentivando la cooperazione, le associazione e le attività del terzo settore per colmare quei vuoti che sono stati lasciati dallo Stato e dalle Istituzioni, in modo da contrastare le infiltrazioni mafiose in città, sempre più frequenti.

La tematica della sicurezza vogliamo affrontarla riportando vita nei territori, riqualificando i territori abbandonati e contrastando la chiusura delle piccole attività e dei piccoli negozianti, attività che mantengono vivi, abitati e sicuri i territori.
Vogliamo tutelare davvero le diversità e attuare iniziative coraggiose che coinvolgano tutti i cittadini, garantendo a ciascuno condizioni di benessere umano in tema di sicurezza, salute, istruzione, democrazia, partecipazione, giustizia.

La rigenerazione urbana deve essere attività prioritaria nei prossimi anni, con investimenti guidati e ispirati ai principi di tutela del suolo e condivisione degli spazi, sia per il co-working e co-housing sociale e intergenerazionale, che per l’avvicinamento delle periferie al centro, la promozione della cultura e della pratica sportiva, la costituzione di un ambiente fertile e ricettivo per la creazione e il prosperare di nuove imprese.

Crediamo che l’educazione e la cultura siano mezzi di integrazione ed emancipazione, dunque rileviamo la necessità di promuovere interventi di formazione e percorsi educativi che permettano a sempre più persone di partecipare alla vita pubblica, di sviluppare talenti ed esprimersi.
La sostenibilità sociale delle iniziative promosse dall’amministrazione, dalle associazioni, dalle aziende e dai privati che insistono sul territorio deve essere un obiettivo precisamente definito, da perseguire e misurare con metodi rigorosi.

Le nostre proposte

Bologna senza barriere: Contrasto alle barriere fisiche e psicologiche

  • Costituire un piano di intervento in tutto il comune di Bologna per rendere Bologna accessibile a tutte e tutti, comprendendo persone con disabilità fisica e psicologica.
    Il piano prevede un completo azzeramento delle barriere architettoniche, partendo dalle segnalazioni dei cittadini che arriveranno attraverso una App di segnalazione appositamente costituita sfruttando il bando europeo dedicato.
  • Qualsiasi intervento di rigenerazione, ristrutturazione e costruzione dovrà prevedere un piano di azzeramento delle barriere presenti nel progetto originale.
  • Bologna senza barriere significa anche una città aperta e che abbatte ogni barriera sociale e psicologica.
  • Bologna senza barriere per noi significa rendere accessibili le istituzioni e i servizi anche agli utenti sordomuti che non possono prenotare o utilizzare servizi mediante utenza telefonica, prevedendo SEMPRE l’alternativa dell’utilizzo delle mail o della comunicazione scritta (Utenze Telegram e What’s App dedicate).
  • Una barriera può anche essere psicologica. Per contrastare queste ci impegnamo ad esempio ad eliminare le file alternate per sesso in tutti i contesti pubblici, primo tra tutti quello del voto, dove questa divisione obbliga l’utenza transgender e/o non binaria a fare coming out pubblicamente per poter accedere al proprio diritto di voto.

Integrazione

  • Approvare un piano di interventi pluriennale per persone senza fissa dimora (ad esempio: apertura dei dormitori anche in orario diurno per attività di socializzazione, sviluppo degli insediamenti in micro aree], progetti per il supporto e il reinserimento sociale dei detenuti).
  • Promuovere nelle scuole, nelle biblioteche e tra le associazioni l’educazione interculturale per l’integrazione.
  • Potenziare i progetti di accoglienza virtuosi SIPROIMI locali rivolti ai beneficiari di protezione internazionale.

Educazione e Sport

  • Rafforzare le attività di contrasto alla dispersione scolastica.
  • Realizzazione di nuovi impianti per lo sport e riqualificazione di quelli esistenti. Lo sport è elemento di prevenzione (della salute) e palestra di vita, aiuta la socializzazione e l’integrazione per questi elementi fondamentali per una società civile è indispensabile dotarsi degli strumenti necessari a una maggiore pratica dello sport attraverso l’istituzione della Consulta dello sport, la promozione degli Stati generali dello sport, la rivisitazione del regolamento per la gestione degli impianti sportivi, la definizione di un progetto per lo sviluppo dello sport come strumento di cittadinanza e inclusione.
  • Attivare percorsi continuativi e garantiti per tutte le scuole di educazione alla sessualità, all’affettività e alla cittadinanza per restituire alla scuola il suo ruolo di educazione di giovani adulti, non solo di formazione didattica.
  • Attraverso la collaborazione tra le tante associazioni territoriali e i centri sociali/ centri anziani incentivare un’ educazione permanente (formazione digitale, educazione civica, corsi di aggiornamento) dei cittadini fino alle età più avanzate per l’ottenimento di un invecchiamento di successo. Affiancare a tale progettualità un percorso di rispetto (e non annullamento o appiattimento) delle differenze culturali, nazionali, di genere e di orientamento sessuale, di abilità, di spiritualità.
  • La scuola pubblica deve essere il punto di forza formativo della società bolognese e dell’intera area metropolitana, quale luogo di accoglienza e d’integrazione che coniughi l’acquisizione del sapere con i valori fondativi della cittadinanza democratica. Non si tratta di cancellare l’istruzione privata. Si tatta, però, di utilizzare tutte le risorse disponibili per migliorare l’efficienza della scuola pubblica.
  • La scuola non solo deve essere laica, ma deve affermare la propria laicità e ribadire i principi che stanno alla base della civiltà europea, che, nonostante tante tragedie storiche, è infine pervenute a una visione complessiva condivisa con al centro la pace, la democrazia, il pluralismo e la tolleranza.
  • Per gli asili nido e le scuole materne riteniamo indispensabile favorire la frequenza del maggior numero di utenti anche incentivando nuove forme di opportunità come la realizzazione di piccole strutture nei luoghi di lavoro e la creazione di piccole unità di caseggiato, ottenendo una condizione di flessibilità alle esigenze di chi lavora; naturalmente l’accesso alle strutture dovrà avvenire gratuitamente per coloro con basso reddito e a tariffe variabili in base al reddito per gli altri.

Sanità

  • Potenziamento del trasporto pubblico sugli ospedali di tutta la città, in particolare studio di un sistema di navetta elettrica corta e modulare che colleghi efficacemente l’ospedale Rizzoli alla stazione. Riduzione del costo dei parcheggi ospedalieri dedicati. Controllo del costo degli affitti brevi/foresterie per i familiari dei degenti a lungo termine.
  • Rafforzare il dialogo tra istituti scolastici e enti preposti al supporto e alla cura della salute mentale, attraverso percorsi di formazione del personale e inserimento di esperti all’interno degli istituti che possano indicare a studenti, studentesse e personale scolastico i luoghi e i professionisti a cui potersi rivolgere, accompagnandoli e accompagnandole nel percorso di richiesta di supporto e aiuto.
  • Avviare un processo di riordino della medicina territoriale come cardine del nostro sistema di protezione socio-sanitaria, rivolto alla costruzione di un welfare più aderente alle evoluzioni epidemiologiche ed ai continui cambiamenti che modificano i bisogni e le aspettative dei cittadini;
  • Puntare sul rafforzamento do un’organizzazione socio-sanitari maggiormente orientata alla delocalizzazione delle cure e della presa in carico dall’ospedale al territorio e più in generale in luoghi più prossimi al paziente, investendo risorse strutturali e di personale sanitario sulle Case della Salute, nelle strutture semiresidenziali, nelle domiciliarità quale indispensabile presupposto per lo sviluppo dell’integrazione delle politiche sanitarie con quelle sociali;
  • Avviare un processo di riordino delle cure primarie, che deve avere come fulcro il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta, favorendo una più strutturata integrazione con la parte ospedaliera e con la specialistica ambulatoriale e con tutte le figure professionali compresa l’assistenza infermieristica di famiglia/comunità, per garantire la completa presa in carico integrata delle persone, attraverso la definizione di modelli che sappiano adattarsi ai diversi nuovi contesti;
  • Investire su una nuova forma di assistenza domiciliare integrata (ADI) con finanziamenti strutturali e continuativi nel tempo per assicurare il necessario sviluppo e delocalizzazione dell’assistenza a domicilio della persona;
  • Potenziare i servizi di telemedicina per garantire la continuità delle cure e la gestione dei pazienti a domicili;
  • Domiciliarità intesa non come scarico sui care giver famigliari delle incombenze ordinarie delle gestioni, ma come vero sistema integrato, progettato e programmato per garantire gli interventi a domicilio con tutte le competenze ed i ruolioperativi adeguati.
  • Implementare la medicina d’iniziativa, secondo un modello assistenziale di gestione delle malattie croniche che “va incontro” al cittadino prima che le patologie insorgano o si aggravino, puntando sulla prevenzione e l’educazione orientata a più salutari stili di vita.
  • Liste d’attesa: riteniamo necessario una ulteriore riduzione dei tempi d’attesa, superando quell’anomalia che baratta il rispetto dei tempi con una emigrazione in strutture alle volte distanti anche parecchi chilometri con ciò palesando carenza di supporti da una parte e sovrabbondanza nell’altra.
  • Rafforzare il servizio di medicina del lavoro per fare in modo che, assieme al rafforzamento degli uffici predisposti ai controlli, si riduca drasticamente, se non totalmente, le morti e i feriti sui luoghi di lavoro.

Sicurezza

  • I Comuni devono promuovere politiche di forte coordinamento con le istituzioni deputate al controllo del territorio allo scopo di garantire un continuo presidio dello spazio urbano come deterrente alla micro criminalità. Al fine di riqualificare gli spazi degradati e abbandonati è necessario avviare iniziative che riportino i cittadini a vivere la città recuperando ad uso civile spazi, a partire dall’organizzazione di eventi di vario genere, rafforzando sia i controlli diurni sia quelli, più impegnativi, notturni.
  • Sensibilizzare nelle scuole e sui luoghi di lavoro sui fenomeni che si celano dietro i microreati (come per esempio narcotraffico e corruzione), su come riconoscerli e contrastarli attraverso percorsi e progetti realizzati in collaborazione con realtà associative e/o istituzionali attive sul territorio.
  • Occorre una ristrutturazione del corpo della polizia municipale, un addestramento ed una dotazione strumentale rispetto ai ruoli differenziati, nonché il superamento delle funzioni non strettamente previste dalle leggi.